Il Libro di oggi è: L'alba di una lunga notte Scritto da: Alex Mai


Da dove è scaturita l’idea per scrivere questo libro?

L'idea del romanzo nasce nel duemilanove: doveva essere il seguito del romanzo scritto nei mesi precedenti (e che uscirà a fine ottobre di quest'anno), con diversi personaggi che tornavano. Poi è arrivata l'idea di ambientarlo in un futuro prossimo, e ho portato in esso anche l'altra storia. Da allora ho aggiornato l'idea negli anni, e ho assistito al realizzarsi di molte delle visioni di allora. Per esempio lo smartphone pieghevole, che oggi è normale, nel duemilanove sembrava una follia... quindi alcune cose sembrano "normali" ma in realtà sono intuizioni di cui chiesi un parere a grandi esperti come Gianluca Riccio di Futuro Prossimo.


C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?

In particolare è stata l'ennesima discussione sulla liberalizzazione delle droghe o regolamentazione della prostituzione: ho cominciato ad immaginare come sarebbe stata l'Italia all'indomani di quelle riforme... ed eccoci qua. Nel duemilaventuno ho trovato un editore, che nel frattempo è stato fallito e provato il romanzo "su strada" (partecipando con successo a diversi premi letterari): ne ho approfittato per riprendere il testo, togliere ciò che lo rendeva troppo complesso e gli ho dato maggiore agilità di lettura.


Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?

Nei romanzi e addirittura nei singoli personaggi, uomini e donne, buoni e cattivi, c'è qualcosa dell'autore. In particolare in questo c'è la mia ammirazione per Stephen King e per la Torre nera: ovvero una storia complessa con molti protagonisti, diversa da ogni cosa io abbia letto eppure vicina. Quando ho visto Squid Game ho sorriso, molte di quelle intuizioni erano nel mio manoscritto sin dall'inizio: ho scoperto poi che anche quella storia è nata nello stesso periodo.


Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?

In una frase sola? “Il futuro è ombra e opportunità. Ê un luogo dell'anima e come tale dobbiamo viverlo”.


Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo

Avevo in mente lo spettatore di una serie tv, più che un lettore: una persona che vuole essere stupita, che vuole sognare ad occhi aperti.


Quanto tempo ti ha richiesto completare la scrittura?

La prima versione è stata scritta in tre/quattro mesi, poi ci ho rimesso mano diverse volte ma per piccoli interventi. Sto lavorando molto di più oggi con Chatgpt per il lavoro editoriale (editing, traduzione in inglese, sito bilingue, progetti di marketing), sono già tre mesi. Stiamo (io e Iris, ovvero il nome che ho dato alla mia AI) in contatto continuo con l'assistenza di OpenAI, perché Chatgpt è utilizzato come un gioco dal novanta per cento degli utenti e quindi non è costruito per l'uso professionale che le ho dato io.


Preferisci lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta precisa?

Ho provato in entrambi i modi, nel corso della mia carriera da autore (dal duemilauno). Alcuni romanzi li ho scritti alla Stephen King, partendo dal "what if", ovvero da "cosa accadrebbe se", altri più alla Jeffery Deaver, che scaletta tutto prima di scrivere una sola riga. Credo che la cosa migliore sia un mix dei due metodi.


Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?

Ho la necessità di ascoltare musica e di estraniarmi, perché raramente mi posso permettere il silenzio assoluto.


Cosa ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?

La frase con cui rispondere a questa domanda che mi piace usare è "farmi l'autopsia da solo". Scavare dentro me stesso per capire la mia mente e le mie emozioni, e cercare di portare alla lettrice e al lettore quelle visioni. Scrivere è conoscere e scoprire se stessi, non è addirittura necessario pubblicare, è un di più.


Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?

Prepararsi a scalare una montagna senza strumenti come corda e piccozza. Una fatica pazzesca... che non è nulla rispetto alla fatica che arriva dopo, quando dobbiamo portare questo "bambino" in giro per presentazioni e lettori. Quindi se non siete pronti a mettercela tutta, riflettete bene.

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