Il Libro di oggi è: “L’arcobaleno: i colori delle emozioni” Scritto da: Aida Gangemi


Da dove è scaturita l'idea di scrivere questo libro?

L’opera nasce dall’esigenza di dare sfogo alle esperienze emotive vissute e svela differenti tematiche come: il dolore, il desiderio di giustizia, la spiritualità, la resilienza, l’amore, la gratitudine ecc...
La
raccolta è luogo immutabile di ricordi, racchiude un insieme di componimenti degli anni della giovinezza e poesie create più recentemente, per rivelare il processo evolutivo del mio mondo interiore.
Ho attraversato il mare delle emozioni, affrontato le onde delle inquietudini e la forza di volontà mi ha sospinto a trasformarmi, rinascere e scoprire la quiete.
L’idea di scrivere questo libro è giunta dalla fonte dello splendore creativo. La favolosa musa mi ha permesso di riflettere sulla complessità del genere umano, aspirare alla verità, sviluppare l’empatia e la comprensione per le differenti vicissitudini. La scrittura diviene strumento che va oltre l’immenso, attraverso la suggestione e l’evocazione.
La funzione catartica dell’arte poetica, mi ha permesso di elaborare le esperienze dolorose, dare un senso al caos emotivo riuscendo a trovare una forma di benessere e guarigione. Mi ha aiutata a comprendere che la vita va vissuta con semplicità, apprezzando le piccole gioie di ogni giorno. Mi sono immersa nell’armonia, ho assorbito nuova linfa vitale che mi ha stimolata a cercare e scoprire la saggezza che risiede in me, giungendo alla fine ad un buon equilibrio. La spinta interiore è stata una grande risorsa per affrontare le sfide con coraggio e perseveranza.
La silloge invita a far riflettere sulla condizione umana, la bellezza della sua fragilità e imperfezione. Svela un senso di resilienza e speranza, invitando il lettore a vivere autenticamente questi valori e a farne tesoro.


C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?

Il primo periodo di ispirazione è avvenuto attraverso lo studio dei cosiddetti poeti ”maledetti“. Gli autori simbolisti hanno influenzato la mia scrittura, poiché catturavano l’attimo fuggente e lo cristallizzavano in parole-simbolo. Coglievano l’emozione dell’attimo fugace rivelando l’essenza profonda dell’essere. Così, anch’io ho tratto dalla mia interiorità le emozioni e i sentimenti che sono emersi dagli angoli più remoti dell’io e li ho impressi sulla carta adeguando le parole ai simboli. Ogni poesia è un frammento dell’anima che si ricompone nel ritmo della parola.
L’esperienza della sofferenza e della solitudine interiore hanno suscitato in me un catalizzatore potente di creatività. L’opera, in effetti, è disseminata da sentimenti di dolore, ricerca di giustizia, riscatto e di nuova rinascita: processo per sublimare il dolore e cercare un significato più profondo della vita.


Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?

Quasi tutte le mie poesie riflettono la vita reale. Molte di esse sono frutto di periodi inquieti, ma anche di momenti che esprimono una forte volontà di superare gli ostacoli con ferrea resilienza e il desiderio di una nuova rinascita. Tra questi scritti ne cito alcuni: “Natura Infima”, “L’abominio”, “L’indifferenza”, “Il male”, “Il potere evocativo della parola”, “Riscatto” e “Metafora”.
Se nelle prime liriche si evidenzia l’afflizione causata da fattori esterni, successivamente si palesa la lotta per opporsi alle avversità e la ricerca del riscatto per raggiungere un preciso obiettivo: la serenità che determina l’armonia dell’essere.


Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?

L’opera rappresenta una promessa silenziosa che tutto può mutare e migliorare, infondendo fiducia nel domani.


Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?

A mio avviso, non esiste una persona tipo a cui rivolgere i miei versi, ma semplicemente, animi sensibili che riescono a cogliere il pensiero e l’essenza del poeta. Mi rivolgo dunque a tutti coloro che desiderano immergersi nell’infinito mare delle emozioni per abbracciare la profondità del sacro vate


Quanto tempo ti ha richiesto completare la scrittura?

Le prime poesie sono state scritte di getto poiché ero imbevuta di letteratura francese dell’ottocento e dei poeti simbolisti. Man mano che arrivava l’ispirazione scrivevo spontaneamente e istantaneamente. In un secondo tempo rileggevo i versi, correggevo qualche vocabolo e la poesia si concludeva. In seguito, lo stile si è modificato e devo ammettere che è stato più complicato, in quanto la creazione delle liriche mi ha indotta a meditare parecchio prima di imprimerle in versi. Lo stile subisce una metamorfosi, si trasforma a seconda del periodo in cui le ho realizzate e in base a ciò che volevo trasmettere. Il dolore, ad esempio, è stato espresso attraverso un linguaggio simbolico e oscuro, mentre la poesia lirica ha dato origine a una forma di espressione profondamente personale ed emotiva. È stato l’incipit per riuscire a trasmettere pensieri, sentimenti ed esperienze più intime. Ho provato a creare immagini vivide per evocare emozioni nel lettore. Questo genere di poesia esplora temi come: l’amore, la natura, l’auto-riflessione ecc. Attraverso il linguaggio e la musicalità delle parole, ho cercato di rendere la lettura accattivante e coinvolgente.

[…] “La poesia è servita come canale attraverso il quale gli individui possono navigare negli intricati paesaggi dell’esperienza umana. Essa intreccia parole, ritmo e immagini per creare un arazzo di emozioni, esperienze e prospettive. È come catturare l’essenza intangibile della bellezza umana anche con le sue fragilità”.

Preferisci lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta precisa?

L’ispirazione è la prima fase che mi induce a scrivere. Arriva nei momenti più disparati. Possono essere attimi di gioia, tristezza, stupore. Alle volte annoto delle frasi lette o pronunciate da qualcuno che restano impresse nella mia memoria. In seguito, cerco di mettere insieme i versi con parole adatte al contesto. Tendo scrupolosamente a ricercare un lessico adeguato per trasmettere immagini vivide e accattivanti che possano colpire l’immaginazione del lettore e invogliarlo a leggere.


Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?

Non ho abitudini né riti particolari, ma quando giunge la verve devo immergermi nel silenzio per concentrarmi e per migliorare la fluidità della scrittura. Qualsiasi cosa può suscitare in me ispirazione: un semplice odore, un ricordo o una frase detta. Cerco sempre di catturare l’attimo fuggente e fissarlo nero su bianco.


Cosa ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?

Ciò che mi spinge a scrivere sono impulsi emotivi che sopraggiungono in un momento non definito. Sono attimi fugaci che catturano l’anima e mi inducono ad imprimere sulla carta emozioni che sgorgano da esperienze di vita vissuta.
Anni fa non avrei mai pubblicato un libro, non volevo condividere il mio privato. Ero convinta che le emozioni dovessero rimanere rinchiuse nel proprio bozzolo, perché prettamente personali. Col tempo ho compreso che la condivisione, attraverso l’opera poetica, può essere uno strumento per aiutare il mio prossimo a guardarsi dentro e a trovare l’escamotage per riuscire a raggiungere speranza e saggezza.


Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?

Oggi molta gente scrive e pubblica libri, ma ciò che mi sento di consigliare a chi desidera farlo è di iniziare con una solida base di lettura e studio, di trovare un proprio spazio di scrittura e affrontare il processo con pazienza, costanza e resilienza.
Inoltre è fondamentale lasciarsi ispirare dalla realtà, sperimentare diversi generi e non aver paura di chiedere aiuto a professionisti per la revisione e la pubblicazione; prendere il tempo necessario per scrivere e revisionare il proprio lavoro, rileggere più volte il proprio manoscritto, magari dopo un periodo di pausa, per individuare errori e migliorarlo; chiedere pure il parere di amici, familiari o editor professionisti e informarsi sulle case editrici più adatte al proprio genere.


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