Il Libro di oggi è: FIGLIE DELLA FRANCIA Scritto da: ARIELA TASCA
Da dove è scaturita l’idea per scrivere questo libro?
Dal mio amore per la Francia, Parigi in particolar modo, e dalle storie del passato che da sempre mi affascinano.
Questo mio ultimo libro è dedicato a tredici donne francesi del passato, folli, cortigiane e artiste, donne che sono passate alla storia, ma alcune di loro dimenticate quando erano ancora in vita. Scrivendo di loro ho voluto rendere omaggio, soprattutto a quelle ormai dimenticate.
C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?
Ho sempre scritto, fin da bambina. A quei tempi scrivevo favole per mia cugina, e quando si fermava a dormire da me, gliele leggevo. Li ho ancora conservati quei fogli... negli anni dell'adolescenza ho tenuto molti diari, rileggendoli, ritrovo la ragazzina che sono stata. Ma a scrivere veramente per un pubblico, ho iniziato nel 2019. Con una Casa Editrice pubblicai il primo e il secondo romanzo, ora mi autopubblico su Amazon.
Il mio romanzo d'esordio Montresor: Addio del passato, lo scrissi per omaggiare un personaggio storico realmente esistito: Alphonsine Plessis, meglio conosciuta come La signora delle camelie. Inaspettatamente, fu un successo! Molte lettrici mi scrissero chiedendomi il seguito e qualche mese dopo le accontentai.
Questo primo romanzo mi diede molte soddisfazioni e portò nuove persone nella mia vita: le mie lettrici. Con alcune di loro, quelle più vicine, ci siamo conosciute personalmente. Devo molto al mio affezionato pubblico (prevalentemente femminile), sono loro che mi spronano a scrivere, vogliono altri libri, altre storie. E io le accontento. É molto l'affetto che mi viene da loro.
Ad oggi ho scritto otto libri, tra romanzi e libri dedicati alle persone e alle tradizioni dei paesi. I romanzi sono quelli che maggiormente mi rappresentano: nelle protagoniste c'è molto di me. Spesso, per me, è una rivincita scrivere; le mie protagoniste sono e fanno ciò che io non posso essere o non posso fare. Attraverso di loro, vivo situazioni e emozioni anche se in maniera passiva.
Ho pubblicato anche un libro sulla mia infanzia, i ricordi di quei giorni di sole, giorni che furono talmente belli che a ricordarli fa quasi male, perché appartengono a ciò che amo e che non tornerà: il passato. Non era nelle mie intenzioni pubblicare questo libro, ma quando le lettrici hanno saputo che dentro a un cassetto c'erano fogli colmi di ricordi, mi hanno convinta a pubblicarlo, e lo hanno amato.
L'ultimo mio libro è uscito la settimana scorsa: Figlie della Francia, dedicato a tredici donne francesi del passato: folli, cortigiane e artiste. Donne che hanno lasciato il segno. É stato un lavoro lungo e impegnativo, frutto di molte ricerche; ho potuto avere anche materiale fotografico inedito e conoscere l'archivista mondiale di Modigliani.
Ora sto lavorando a un altro progetto: un libro su una villa abbandonata non lontana da dove vivo, dove ricostruisco la storia di quella famiglia ormai estinta.
Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?
Poco. La mia vita è diversa dalla vita delle mie protagoniste, faccio fare a loro quello che piacerebbe fare a me, è una sorta di rinvincita, poiché vivo determinate situazioni attraverso di loro. In loro c'è comunque molto di me.
Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?
Un viaggio nel tempo, dentro a epoche belle.
Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?
No. Però conoscendo il mio pubblico, so cosa piace a loro.
Quanto tempo ti ha richiesto completare la scrittura?
Molto, è stato il libro più impegnativo che ho scritto. Non è il romanzo che lascia libertà di espressione poiché personaggi e situazioni sono fantasia; nei libri con riferimenti storici bisogna rispettare la realtà dei fatti, ma non basta. É doveroso consultare quante più fonti possibili per dare al personaggio in questione la sua vera identità.
Preferisci lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta precisa?
Mi lascio guidare dall'ispirazione del momento, i personaggi e le situazioni, man mano, si creano da soli.
Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?
Preferisco scrivere in inverno sorseggiando tè caldo con una fetta di limone. Le giornate di pioggia mi danno maggior ispirazione, meglio ancora se c'è il temporale; conciglia le idee e mi rilassa molto. L'ispirazione mi viene soprattutto da avvenimenti che riguardano il passato.
Cosa ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?
Il mio pubblico che sempre mi sprona a creare nuovi lavori. E anche le sorprese che i miei progetti mi riservano, da ogni mio libro nascono nuove esperienze e nuove conoscenze.
Ultimamente ho scritto tre libri dedicati ai paesi della mia zona, l'ho fatto per salvare i ricordi delle persone più anziane che ho intervistato. Ricordi della loro infanzia, dei loro antenti, avvenimenti del passato, usanze e tradizioni dei loro tempi. Se oggi qualcuno scrive, qualcun altro, un domani trova, altrimenti molti ricordi vanno perduti. Il mio intento è proprio quello di salvare quanto più posso del passato. Penso anche alle generazioni che verranno, che magari tra qualche anno leggeranno un libro scritto da me dove un loro antenato aveva raccontato spaccati di vita.
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