Il Libro di oggi è: C’est la vie Scritto da: Giulio Acquistapace


Da dove è scaturita l'idea per scrivere questo libro?

Ero chiuso in casa per via delle restrizioni COVID, lavoravo in ospedale, avevo bisogno di qualcosa che mi rilassasse e la scrittura per me è terapeutica. Ho scritto altri libri: scrivere mi fa viaggiare con la mente, avevo tempo e ho colto l'occasione di scrivere un romanzo che parlasse sì di COVID, ma anche di una - tra virgolette - spensierata gioventù; una band di quattro maturandi alloggiati nella città di Como. Il mio intento era quello di fare un nuovo Jack Frusciante che è uscito dal gruppo.


C'è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?

Beh, il romanzo era strutturato in un altro modo; poi mi sono innamorato di una donna che si chiama Chiara e tutto ha preso un altro risvolto.


Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?

Diciamo anche che è un racconto borderline dove la realtà si mischia alla fantasia.


Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?

Una frase è poco… ne cito un pezzo: “Dylan pensò che infondo la vita andasse bene così, per essere felici bastano quattro amici, una chitarra e un po' di buona musica. Grandi progetti per il futuro non ne avevamo se non vivere giorno per giorno. La maggiore età era alle porte ma si sentivano vecchi o perlomeno vissuti, voglia di crescere e di bruciare le tappe. Avevamo fretta quei ragazzi, e grandi speranze per il futuro”.


Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?

Quello che ho scritto è un libro per ragazzi, anche se in cuor mio speravo piacesse a Chiara.


Quanto tempo ti ha richiesto completare la scrittura?

Un anno circa, di solito è il tempo che ci metto per completare un romanzo.


Preferisci farti guidare dall'ispirazione o lavori seguendo una scaletta precisa?

Dipende, a volte faccio una scaletta ma questo romanzo è partito dall'ispirazione e dal cuore. Ho preso la penna e mi sono lasciato trasportare dalle emozioni del momento.


Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?

In generale, prima di scrivere preparo un caffè, fumo una sigaretta e bevo una birra. Mi piace scrivere la sera: quando tutto si spegne è lì che brillano le stelle.


Cosa ti spinge a scrivere, oltre la voglia di raccontare una storia?

Questa è una domanda su cui devo riflettere. Penso sia la voglia di riscatto e pensare che un giorno andrà meglio di così.


Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?

Sognare è bello ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Non mollare e scrivere, scrivere e ancora scrivere!


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