Il Libro di oggi è: “Stiggy Diamond – GuidAvventure Giurassiche in Campania”
Scritto da: RuPina (Russo Pina)
Da dove è scaturita l’idea per scrivere questo libro?
Tutto è nato dalla grande passione di mio figlio per i dinosauri, cominciata all’età di tre anni. Da allora ha cominciato a chiedere sempre più storie, racconti, avventure che li avessero come protagonisti. Così gli scaffali di casa hanno cominciato a pullulare di enciclopedie, albi illustrati e serie come “Cosa fanno i dinosauri quando…”, “Diario di un cacciatore di dinosauri”, “L’isola dei dinosauri” di Geronimo Stilton, e tanti altri. Ma non erano mai abbastanza e così, prima di finire sul lastrico, ho pensato di contribuire personalmente a rimpinguare la sua libreria!
C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?
In
realtà, la scintilla si è accesa in modo un po’ insolito: il mio
progetto non è nato come una storia, ma come una guida. Ogni piccola
gita fuori porta diventava l’occasione per cercare di coinvolgere
mio figlio attraverso la sua passione smisurata per i dinosauri. Mi
domandavo sempre: Quali
saranno i luoghi più “dinosaureschi” da esplorare?
Così cominciavo a segnarmi tappe, curiosità e siti affascinanti che
potessero raccontare la loro storia. Poi ho pensato di integrare
percorsi, curiosità e mete adatte a tutta la famiglia, perché non
si vive di soli dinosauri!
Così è nata la prima delle
GuidAvventure Giurassiche –- ma vi spoilero che ce ne saranno
altre, ambientate di volta in volta in una regione
paleontologicamente interessante del nostro Paese.
Solo dopo è arrivata la parte narrativa. Mi sono immaginata che la guida potesse avere una storia a farle da cornice, vissuta da una famiglia speciale, composta da mamma umana -Brillante-, papà dinosauro -Placido- e figlio ibrido -Stiggy-. E dunque, anche per i numeri successivi a quello dedicato alla Campania, la struttura sarà sempre la stessa: una prima parte, dedicata alla narrazione e rivolta ai bambini a partire dagli otto anni, e una seconda parte, riguardante la guida paleo-turistica ed eno-gastronomica, concepita soprattutto per gli adulti.
Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?
Tantissimo. La famiglia che viaggia siamo noi, o forse quello che tentiamo di essere… una squadra unita pur se con anime profondamente diverse, nella quale trovano spazio anche due inseparabili amiche pelose. Infatti, anche se una delle due non è più fisicamente con noi, vive nelle mie pagine!
Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?
Probabilmente quella che Stiggy ripete più di una volta nel libro: “Elementare, mamma!” (se vi ricorda Sherlock Holmes è perché da lì è chiaramente tratta). Un’espressione che racconta molto di lui: la curiosità, la voglia di sentirsi grande, la soddisfazione di risolvere misteri… senza mai allontanarsi troppo da chi lo ama. Perché crescere, per Stiggy, non significa mai staccarsi: significa esplorare insieme.
Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?
È vero che ho scritto per mio figlio però, man mano che il lavoro procedeva, mi rendevo conto che stavo parlando ad un pubblico più adulto (ragion per cui ne consiglio la lettura a partire dai sette-otto anni, a meno che non si tratti di bambini particolarmente appassionati di dinosauri e fortemente abituati alla lettura).
Questo
per quel che riguarda la narrazione. Per la guida finale, invece, ho
pensato a noi genitori, perché in un viaggio è giusto che tutti i
componenti della famiglia trovino spazio. Fosse anche solo in un
bicchiere di vino autoctono o in un piatto della tradizione
gastronomica regionale!
Quanto tempo ti ha richiesto completare la scrittura?
Un anno, e anche qualcosa in più, considerando anche il lavoro di impaginazione, ricerca dell’illustratrice, supervisione al lavoro di illustrazione e revisione. Insomma, ci ho messo di meno a partorire!
Preferisci lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta precisa?
Sono partita da un’esigenza concreta: rendere i nostri viaggi speciali e coinvolgenti per mio figlio. Così sono nate le guide. Mentre le storie, beh, quelle sono pura ispirazione. Stiggy decide, io lo seguo.
Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?
Non ho riti né abitudini, ma i momenti in cui la scrittura fluisce meglio è quando non posso scrivere! Mentre lavo i pavimenti o preparo la cena, ad esempio. Così, le pulizie di casa diventano maratone di sei-sette ore, perché ogni due minuti mi interrompo per appuntare su carta l’idea che mi è venuta, la frase che ho pronunciato tra me e me e che se non fermo nero su bianco sarà dimenticata.
Cosa ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?
Ho scritto e scrivo per mio figlio. Per lui ho creato il personaggio di Stiggy, che è un ibrido, né umano né dinosauro. Né solo uno né solo l’altro. Che si trova a fare i conti, più di una volta, con questa sua dualità. Un bambino arguto e brillante ma, come verrà fuori anche nel prosieguo della serie, accogliente, talora timido fino ai limiti dell’insicurezza, di certo “imperfetto”.
Poi, nel mentre che scrivevo, mi sono accorta che non mi rivolgevo più solo a mio figlio, ma a tutti i bambini. Perché possano divertirsi, esplorare, imparare, ma anche riconoscersi nelle piccole fragilità di Stiggy e sentirsi capiti. Mi piace pensare che attraverso le sue avventure arrivi il messaggio che non è necessario essere perfetti per essere speciali.
Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?
Non aspettare di sentirti pronto, perché non accadrà mai. Scrivi quando hai paura, quando ti sembra di non essere all’altezza, e anche quando pensi che nessuno leggerà. Perché poi potresti sorprenderti…
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