Il Libro di oggi è: Fabule sognanti Scritto da: Gina Marcantonini
Da dove è scaturita l’idea per scrivere questo libro?
Queste favole hanno origini lontane e sono cresciute con me in numero e in qualità. Alcune sono nate per trasmettere i valori di una vita sana ai miei figli oltre vent’anni fa. Per loro volevo degli esempi in cui immedesimarsi e da cui prendere esempio. Con il tempo, capito il gioco, hanno loro stessi aggiunto dei particolari alle storie che, nel frattempo, avevamo trascritto su un quadernino.
Altre sono state create per accompagnare delle lampade artigianali ricavate lavorando all’uncinetto la plastica riciclata dei flaconi dei detersivi. Nella mia mente immaginavo i bimbi godersi le ombre, che le sagome delle mie colorate abatjour mandavano sul muro, mentre si lasciavano trasportare nel mondo dei sogni cullati dalle favolette che allegavo in regalo.
Le ultime sono state ispirate dalle passeggiate nei boschi in cui, cullata dal vento, estasiata dai fiori, consigliata dagli alberi, mi lasciavo trasportare e immaginavo folleggiare creaturine tra gli arbusti e le vallate.
Sono nate in nove, poi sono diventate quindici e non è detto che non ne nascano altre.
L’idea
per questo libro in particolare è nata solo due mesi fa quando ne ho
parlato con la mia editor. Grazie a lei ne ho capito le vere
potenzialità e di idea in idea sono nate le Fabule sognanti.
C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?
Di scintille creative ce ne sono state diverse negli anni. L’ultima avvenuta lo scorso aprile quando ho trasformato un semplice libro illustrato di favole in una trilogia di favole interattive.
Ora ogni favola è corredata di un’illustrazione, un’immagine da colorare, un cruciverba, un crucipuzzle e un labirinto, diventando di fatto un libro dai molti usi e potenzialità.
Il primo libro contiene sette favole, il secondo quattro e il terzo tre, con un’età di riferimento che cresce insieme alla complessità dei testi, delle tematiche trattate e della morale in sottofondo.
Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?
Molti
dei personaggi di questi semplici testi
posseggono
sfaccettature del mio carattere. Tutti rispecchiano i miei valori, il
mio amore per tutti gli esseri viventi e la mia connessione con la
Natura. Alcuni dei personaggi umani sono
veri e propri miei
alter ego che vivono situazioni vissute almeno in parte da me o che
vorrei aver vissuto. Una delle favole nasconde tra le righe
addirittura la mia biografia dall’inizio ad
un’ipotetica
fine.
Se dovessi riassumere in una frase il cuore del libro, quale sarebbe?
Una favola al giorno toglie la malinconia di torno e ridona gusto alle giornate. Un “gatto bianco come la luna”, gli gnomi e i loro discorsi, la fatina, il cavaliere, il drago e la volpina, tutti personaggi che accompagneranno grandi e piccini in mondi delicati e fantastici, sempre con una morale di sfondo.
Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?
I lettori tipo per queste favole sono principalmente i bambini dai tre agli otto anni, ma sono adatte a tutti i sognatori.
Quanto
tempo ti ha richiesto completare la scrittura?
Quando
l’ispirazione arriva sono capace di scrivere la prima stesura di
una favola anche in soli due giorni, specie se riesco a farlo con il
sintetizzatore vocale. Sono le successive correzioni e revisioni a
richiedere molto più tempo. Per questo libro in particolare,
compresa l’ultima rilettura, la creazione e l’inserimento di
giochi e immagini, l’impaginazione e la creazione di altri piccoli
particolari per arricchire il libro, ci ho messo un paio di mesi.
Preferisci
lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta
precisa?
Entrambe
le cose. Negli anni l’esperienza mi ha insegnato ad alternare la
scrittura libera, che fluisce con l’ispirazione in cui la mia anima
vola libera nell’universo delle possibilità, alla programmazione
meticolosa di personaggi, colpi di scena e capitoli. In questo modo
ho sempre sotto controllo ogni aspetto della narrazione.
Hai dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce meglio?
Per esigenze personali scrivo al mattino intorno alle quattro e la sera dopo il lavoro finché riesco a tenere gli occhi aperti. Per mia fortuna il mio lavoro mi porta a passeggiare quasi tutti i giorni tra campagne e boschi mentre porto a spasso il cagnolino e il figlio piccolo della famiglia per cui lavoro. Sono quelli i momenti in cui la mia fantasia distende con più facilità le sue ali.
Cosa
ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?
Nata come un modo per comunicare in un periodo dove la mia timidezza mi bloccava a tal punto da rendermi quasi muta in presenza di altra gente, la scrittura è diventata negli anni per me soprattutto guarigione. Sono guarita dai motivi che mi avevano fatto diventare timida a quel punto. Sono guarita dalle ferite della mia infanzia, dal dolore e dalla rabbia di una vita rubata.
Negli ultimi anni, la scrittura è diventata anche riscatto e speranza. Ora scrivo per trasmettere la fiducia in un futuro sempre più incerto, per mostrare che esiste ancora un’alternativa al dolore, qualsiasi ne sia la causa, e che dipende dalle scelte di ognuno di noi il destino di questa umanità.
Molti mi hanno chiesto: cosa posso fare io, che non conto nulla e sono da solo?
Io
rispondo sempre: la propria parte.
Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?
Innanzitutto, vorrei fare alcune precisazioni. C’è molta differenza tra lo scrivere un libro e il pubblicarlo, che sia con case editrici che in self publishing.
Vorrei poi dire che non è obbligatorio scrivere un libro. Esistono molti modi per comunicare e ognuno dovrebbe scoprire le proprie predisposizioni.
Inoltre, mentre tutti possono scrivere un libro, molte delle storie che scaturiscono non sono adatte o pronte, almeno all’inizio per essere pubblicate.
Fatta questa premessa, se il bisogno della vostra anima è proprio quello di scrivere un libro, ci sono diversi passi da seguire che cominciano con la nascita di un’idea valida, proseguono con un’attenta programmazione dei contenuti del libro e attraversano la fase creativa della prima stesura. Da qui inizia un mondo di possibilità in cui il mio consiglio principale è di studiare, informarsi e, soprattutto, non arrendersi mai.
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