Il Libro di oggi è: “Selecto: La scelta” – “La fiamma della Resistenza” Scritto da: Sara Picone
Come è nata l’idea di questo libro?
Mi annoiavo terribilmente, era una giornata di compresenza fra italiano e informatica e dovevamo scrivere alcune favole di Esopo in Word; erano le prime volte con i pc, si imparava ad accenderli, spegnerli e a usare Paint e Word. Finito ovviamente di scrivere la “Lepre e la Tartaruga”, iniziai a scrivere le prime righe della mia storia, dove una ragazza dai capelli di fuoco e gli occhi verdi si è affacciata sia da una torre che nella mia vita per la prima volta. Quindici righe sul quaderno di brutta copia, ma sono bastate per avere la voglia di scoprire dove il suo personaggio mi avrebbe portata. Poi accanto a lei è comparso subito un grande amico, e altri iconici personaggi con cui lei entra in relazione solo dopo essere cresciuta e maturata. Questo la porterà a conoscere il suo grande amore, che si avvolge in un mantello scuro… una leggiadra ragazza con i capelli del chiaro di Luna, e tanti altri personaggi che vanno un po' a tracciare una storia nella storia.
C'è un episodio specifico che ha ispirato la trama o un personaggio?
Assurdamente ricongiungo un po’ tutto il “cast” a quelle prime quindici righe e a un fumetto che avevo iniziato a disegnare dove appariva per la prima volta anche l’uomo del mistero e un magnifico castello abbandonato. Bizzarro come i due progetti portassero entrambi al libro! Selecto, la protagonista, se ci penso bene mi è sempre stata molto fedele sia caratterialmente che fisicamente, quindi, sebbene questo progetto abbia preso un duplice avvio, la prima volta per una pubblicazione avvenuta a ventun'anni con il nome Select, oggi da madre - da donna con qualche esperienza in più e anche ravvisando nuovi spunti per un progetto molto più ampio dove ho ripreso in mano tutta la mia storia e ho messo in cantiere una trilogia “Selecto: la scelta”, mi accorgo che è evidente che ogni cosa scritta in passato e nel presente mi somiglia molto, dalla superficie a chi mi conosce bene anche nel profondo.
Quanto c’è di autobiografico in questa storia?
Come già ho espresso, la protagonista soprattutto caratterialmente mi somiglia molto: tenace, caparbia, avanguardista, fuori dagli schemi e da tutto ciò che la vuole tenere ingabbiata. La sua storia è in parte una storia di famiglia molto personale. Fatta di invidie, di rabbia troppo a lungo repressa, di cattiveria e di incapacità di confrontarsi. Ogni storia, del resto, prende avvio da qualcosa che si è vissuto (come è successo e fa vedere molto bene il film “Saving Mr. Banks”, dove si vede la vera storia che ha condotto alla produzione del film di Mary Poppins). L’autrice, nell’incontrare Walt Disney e a lasciare che la sua opera diventi un film d’animazione, è molto restia. Questo perché ella desidera salvare semplicemente ancora il padre, e dall’arrivo di una zia che al momento della disfatta riesce a fare in modo di prendere il controllo, lei si sente rincuorata e come se quel trauma le possa essere alleggerito. Anche io di fatto sto rivivendo i miei traumi, le mie angosce, riflettendo e lasciando che la scrittura mi aiuti a esternare e a curare qualche ferita che ancora brucia, dandomi modo ad ogni riga scritta di riflettere su cosa questa significhi davvero per me.
Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere al lettore?
Il messaggio dalla storia è mutato se nella mia prima stesura il libro voleva essere una denuncia sociale su come si sente ingabbiato un adolescente che cresce, oggi la mia trilogia la dedico ai miei figli e ai miei nipoti e a tutti i ragazzi che possono averne bisogno. Tutto inizia dalla metanarrazione che si è spostata da semplici siparietti divertenti a una vera e propria funzione specifica: informare.
I ragazzi sono attratti dalla storia di giovani adolescenti che crescono, cambiano e maturano ma nel frattempo sono intrattenuti anche da dei corsi di una Coach- life per finzione lettararia, che è sempre la protagonista del libro. Lei li redarguisce dai problemi moderni, da quegli aspetti che vivono ogni giorno grazie anche alla tecnologia. E attraverso la narrazione che in qualche modo viaggia assieme alla metanarrazione li aiuta a scoprire, comprendere e allontanare persone e relazioni tossiche, gettando basi per approfondire o per essere uno spunto di condivisione molto più ampio dove ogni persona può fare la differenza, per innovare e rendere possibile un progetto che dalle pagine di un libro diventi un progetto di vita e che salva molte vite. Ora stiamo facendo tutte le ricerche per fare in modo che questo diventi possibile, ma per il momento il sogno è ancora tanto complesso. Chiunque desideri aiutarmi, privato o azienda o abbia un‘idea su quale sia il primo passo da fare per rendere possibile una raccolta fondi dai proventi di questi miei libri per un progetto nelle scuole, può commentare sotto questa intervista.
Hai avuto un lettore “ideale” in mente mentre scrivevi?
I miei lettori sono i ragazzi, esattamente quelli di quindici anni. Li immaginano mentre hanno gli ormoni in subbuglio, mille emozioni che sentono all’ennesima potenza e tante tante domande sul loro futuro in testa. Io tutto questo lavoro che sto facendo lo faccio per loro e per i miei ragazzi, perché la vita è troppo breve per non tentare fino in fondo di fare spazio ai propri sogni e alle proprie aspirazioni. I miei libri sono un momento di evasione, di relax ma anche motivo di riflessione, profonda autoanalisi e PREVENZIONE, e non parlo di sesso (come qualcuno potrebbe pensare): ci sono altre cose oggigiorno che possono far pensare che al mondo d’oggi si necessiti di interventi molto più specifici per i nostri ragazzi, visto che purtroppo molti nuovi problemi esistenti sono dovuti in parte anche a nostre scelte personali e sociologiche.
Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro?
Il primo volume l’abbiamo messo apposto in breve tempo perché si discostava molto poco dalla prima edizione. Come spiegavo ho dovuto rivedere la parte di metanarrazione, e capire in primis la funzione di una metanarrazione ben fatta che prende l’avvio dal desiderio di darle una specifica funzione e il mio desiderio era quello di fare in modo che il libro in qualche modo potesse saltare fuori dalla sua realtà e approdare su qualcosa di molto vicino ai giovani di oggi: i social.
Scrivi di getto o pianifichi tutto nei minimi dettagli?
Scrivo di getissimo… anzi, sono proprio pessima: delle volte dimentico le virgole, i punti le parole. Certe scene si affacciano alla mente che ti pare proprio di vedere tutti i singoli dettagli le parole, stranamente non mi capita mai davanti al computer, ma la sera nel letto quando non riesco a dormire immagino nuove storie, nuovi personaggi, cerco i nomi. Insomma, faccio di tutto tranne che riposare.
Quali sono i tuoi rituali creativi, se ne hai?
Il mio rituale creativo attuale è lasciarmi ispirare dalla mia Editor Olimpia Fox, che mi dà degli spunti che magari io stessa ho messo giù ma lei ha la capacità di farmeli vedere da talmente tante prospettive che alla fine mi innamoro da sola di ciò che faccio. Attualmente ritengo che certe app di creazione di immagini digitali siano fantastiche sia per pubbliccizzare - come è giusto che sia - e per il mio lavoro, ma anche e soprattutto per riuscire a immaginare molto più concretamente i miei personaggi. Ad oggi creo l’immagine descrivendo una scena e poi dopo ci costruisco sopra la riflessione che spero giunga al lettore.
Che ruolo ha l’ispirazione nel tuo processo creativo?
L’ispirazione per me è tutto, la creatività si distingue dall’ispirazione perché secondo me è in grado di distruggere limiti e imposizioni creati da altri, mentre l’intuizione creativa dal nulla crea tutto. Da una chiacchierata con un amica da un semplice passeggiata lungo i negozi del centro. Da ogni cosa in ogni dove, in ogni quando… l’ispirazione ti assale all’improvviso.
Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere?
Ascoltare solo se stessi. Oggigiorno il mondo dell’editoria è molto più facile, io ho dovuto acquistare la prima volta moltissime copie stampate ma con l’avvento del digitale e il fatto di farsi autopubblicità, e le agenzie di servizi editoriali: il tutto è diventato meno oneroso e più flessibile e soprattutto meno ingombrante.
Ecco perché mi sono data questa possibilità e dopo circa sette anni senza avere più scritto sono ritornata sui miei passi perché nel riprendere in mano il pc ho capito che le tue capacità le puoi mettere da parte, ma in qualche modo restano dentro di te… infine, tutti i migliori scrittori hanno un libro sul comodino. Attualmente per intercessione di un amica sto leggendo “Mondo senza fine“ di Sthephen King che trovo semplicemente stupendo, ma anche per comprendere come fare la metanarrazione di questa trilogia ho dovuto leggere la collezione Jasper Fforde e le avventure della Detective letteraria Thursday Next, che mi ha dato tantissimo. Quindi non siate avari: cercate sempre di essere affamati di scrittura, in ogni forma o occasione si presenti.
Per maggiori informazioni o per acquistarlo a questo link: https://amzn.to/3ZyNvQK

Commenti
Posta un commento