Il Libro di oggi è: IsaBelle Scritto da: Alan Magnetti
Da dove è scaturita l’idea per scrivere questo libro?
Di solito non lavoro mai con un plot, preferisco seguire un'idea e scoprire dove mi porta, ma per IsaBelle è stato diverso: avevo già una trama da seguire, che però poi si è trasformata mentre il personaggio cresceva. Mi sono reso conto che meno seguivo il plot e più mi lasciavo trasportare dalla storia, più il romanzo assumeva forza e importanza, un'importanza tale che alla fine la storia ha avuto bisogno di più spazio, il romanzo da uno è diventato due. IsaBelle fa parte di una dilogia.
C’è stato un momento particolare o un evento che ha acceso la scintilla creativa?
Quando
scrivi la scintilla è sempre l'inizio, quando con le parole apri un
mondo e piano piano finisci dentro quel mondo. In un certo senso uno
scrittore e un lettore fanno lo stesso percorso: viaggiano dentro un
mondo parallelo che possono toccare solo con le parole.
Quanto della tua vita personale si riflette tra queste pagine?
Non scrivo mai storie autobiografiche, sarebbe così noioso! Io scrivo per evadere da me, dalla realtà. IsaBelle è il settimo romanzo che pubblico, ma in tutto ne ho scritti quarantaquattro. Scrivo per viaggiare, per aprire la finestra in altri mondi che esistono già. Sono mondi che mi usano per essere aperti. Io sono a servizio della storia e, anche se traggo ispirazione dalle persone, perché uno scrittore vive di persone (per questo mi sono inventato l'idea della “dedica ispirata a te” che scrivo ai miei lettori quando prendono una copia del mio romanzo alle presentazioni). In realtà nelle dediche faccio quello che mi trovo a fare mentre scrivo: racconto persone. Che queste persone siano reali o immaginarie ha poca importanza. Tutto si mescola, finzione e realtà. Ma mi interessa sempre trovare l'altro mentre scrivo, non me stesso. Non ho bisogno di trovarmi. So chi sono. Sono gli altri che mi interessano. Le persone che incontro, le emozioni che vedo mentre leggono le dediche o le mie storie. Scrivere è un viaggio verso l'ignoto e l'ignoto è sempre dentro l'altro.
Avevi in mente un lettore specifico mentre lo scrivevi? Una persona tipo?
No. Se scrivi pensando a un pubblico rovini la storia. Io penso che ogni libro possa essere adatto a tutti. Ogni persona ha la sua storia e ha bisogno di leggere determinate storie e questo non c'entra niente con l'età. E comunque è sempre la storia che decide, io la lascio soltanto andare.
Quanto
tempo ti ha richiesto completare la scrittura?
Ho lavorato alla prima stesura del primo libro dal settembre del duemilaventuno a giugno del duemilaventidue. Poi l'ho lasciata lì per lavorare ad altri progetti, tutto il resto l'ho scritto da dicembre duemilaventitré a febbraio duemilaventiquattro. La stesura finale di entrambi i libri della dilogia ha richiesto poi un ulteriore lavoro di due mesi. Dopo ho scritto anche la versione in inglese. Quindi in tutto quanto? Sono bravo con le parole, ma non con i numeri!
Preferisci
lasciarti guidare dall’ispirazione o lavori seguendo una scaletta
precisa?
Mi lascio sempre guidare da un'idea e da come cresce il protagonista. Le mie storie si scrivono da sole, ma IsaBelle è un libro nato da un plot.
Hai
dei riti, abitudini o momenti particolari in cui la scrittura fluisce
meglio?
Ho un metodo. Nella prima fase della prima stesura scrivo dalle quattro alle cinque ore al giorno, minimo tre ore e mezza. L'obiettivo è scrivere dodici pagine al giorno. La scrittura fluisce sempre bene, è come una finestra che devo soltanto aprire.
Cosa ti spinge a scrivere, oltre alla voglia di raccontare una storia?
La voglia di esplorare nuovi mondi. IsaBelle è un thriller, scrivere romanzi di genere è anche un gioco. Dico sempre nelle interviste che scrivere è come guardare una serie che però puoi vedere soltanto attraverso le parole.
Qual è il miglior consiglio che ti senti di dare a chi sogna di scrivere un libro?
Scrivere non può essere un hobby. Non lo puoi fare nel tuo tempo libero. È un modo di esistere. Nel tempo libero vivi e ti lasci ispirare da tutto, il resto lo devi dedicare alla scrittura.
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