Il Libro di oggi è: Il Silenzio della Verità. Scritto da: Benini Tiziano.

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea di scrivere un libro mi accompagna sin da adolescente, poi la tranquillità e il tempo libero che lo stato di pensionato mi ha regalato hanno fatto il resto. Quindi ho tirato fuori dal cassetto gli appunti e mi sono lanciato in questa avventura meravigliosa.

C'è un episodio specifico che ha ispirato la trama o un personaggio?

Diciamo che uno dei personaggi cult della mia generazione, Clint E

astwood, mi ha “costretto“ ad ambientare la storia a San Francisco. Una scelta che qualche amico ha considerato strana ma che è stata l’unico filo conduttore imprescindibile che mi sono imposto per raccontare la mia storia.

Quanto c’è di autobiografico in questa storia?

Non è esattamente autobiografico, però in ogni personaggio maschile “positivo” del mio thriller qualche tratto caratteristico mi appartiene. Sfumature, affermazioni, idee, stati d’animo e sentimenti sono miei: spalmati nei vari personaggi che ripercorrono le stagioni della mia vita, anche professionale.

Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere al lettore?

In un thriller ogni personaggio racconta qualcosa di sé e con sé porta le idee, le visioni della vita, della spiritualità proprie dell’autore. Più il protagonista o i personaggi saranno credibili, maggiore sarà la probabilità che il messaggio raggiunga il lettore.

Hai avuto un lettore “ideale” in mente mentre scrivevi?

Durante le varie fasi di scrittura non ho mai pensato in maniera ‘’ossessiva” al mio lettore. Ho scritto, ma soprattutto riletto il mio thriller con i miei occhi. Quando mi sono accorto che riusciva a emozionarmi e a coinvolgermi, ho capito che avevo fatto del mio meglio. Era pronto per essere “ giudicato “ da chi voleva leggerlo, con la presunzione che poteva essere letto da chiunque.

Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro?

Possiamo considerarlo un parto elefantiaco. Dalla prima stesura, passando per la seconda e infine al lavoro certosino di correzione bozze ed editing sono trascorsi quasi ventuno mesi.

Scrivi di getto o pianifichi tutto nei minimi dettagli?

La verità sta esattamente nel mezzo. Scrivo di getto, perché quando parto riesco a scrivere anche una decina di pagine senza fermarmi, ma senza una buona “scaletta”, il rischio che la storia perda di linearità, pathos e coerenza è davvero alto.

Quali sono i tuoi rituali creativi, se ne hai?

I miei rituali sono davvero banali: indossare gli auricolari (scollegati) e avere accanto la mia tazza preferita con la mia tisana all’arancio.

Che ruolo ha l’ispirazione nel tuo processo creativo?

L’ispirazione è tutto. Spesso lo scrivere sulla carta è solo l’ultimo passaggio formale di idee che nascono mentre dormi, mentre porti a spasso il tuo amico a quattro zampe o fai la spesa al supermercato.

Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere?

Non sono nessuno per dare consigli a chicchessia, però potrei darli a me stesso. Quando ti viene voglia di scrivere qualcosa, fallo. “Adesso non ho tempo” è solo una scusa. Fallo subito, ma soprattutto individua un/a editor che ti consigli, ma rispetti il tuo lavoro e il tuo stile.

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