Il Libro di oggi è: CENTOANIME Scritto da: Sabrina Corradini
Come è nata l’idea di questo libro?
Anni fa avevo maturato l'idea di un romanzo corale, in cui si intrecciavano le voci di tre donne. Toccava i temi della rinascita, della redenzione e della ritrovata consapevolezza di sé. Poi, col tempo, tutto ha preso un'altra direzione. “Centoanime” doveva essere la parte che concludeva ciò che avevo iniziato con il mio romanzo breve precedente, “Orme”: la parte più silenziosa e meditativa.
C'è un episodio specifico che ha ispirato la trama o un personaggio?
Avevo letto la notizia di un appartamento a Parigi che era rimasto chiuso per più di sessant'anni. Nessuno ci aveva messo più piede dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e tutto era rimasto uguale ad allora. Sono sempre stata affascinata dalle dimore abbandonate, ostaggi del tempo. Da lì ho preso spunto per il terzo piano della palazzina dove è ambientata la storia.
Poi, per un personaggio, quello della madre della protagonista, mi sono ispirata a una signora che ho avuto modo di conoscere tanti anni fa. Era una pittrice, che era stata sposata a lungo con uno scrittore. Una persona raffinatissima, un'esteta, che viveva in una casa dove si respirava cultura ed eleganza in ogni angolo. La scrittura ferma il ricordo.
Quanto c’è di autobiografico in questa storia?
Ogni autore lascia inevitabilmente sparsa qualche traccia di sé in quello che scrive. Ma “Centoanime” non è una storia autobiografica.
Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere al lettore?
La libertà di essere sé stessi, di non farsi ingabbiare in una visione della vita che appartiene ad altri, ma di cercare sempre la propria strada.
Hai avuto un lettore “ideale” in mente mentre scrivevi?
Il mio lettore ideale è quello che non ha “fretta”, che non divora, ma che si mette in ascolto e sceglie di concentrarsi con calma sulle parole.
Quanto tempo hai impiegato per scrivere il libro?
Un anno e mezzo. Sicuramente è stata una stesura più veloce di altre.
Scrivi di getto o pianifichi tutto nei minimi dettagli?
All'inizio scrivo di getto, partendo da un'idea di base che ho in testa. Poi lascio passare un po' di tempo e vado a riprendere in mano la storia, riaggiustandola.
Quali sono i tuoi rituali creativi, se ne hai?
Rigorosamente una bella tazza di tè.
Che ruolo ha l’ispirazione nel tuo processo creativo?
Scherzando, non appartengo alla scuola di Stephen King. Potrei dire purtroppo. Seguo una frase di Keats, anche se lui la usava principalmente per la poesia. Certe cose non possono nascere freddamente a tavolino, in modo eccessivamente schematico. «Se la poesia non nasce con la stessa naturalezza delle foglie sugli alberi, è meglio che non nasca neppure».
Che consiglio daresti a chi vuole iniziare a scrivere?
Non cedete mai all'intelligenza artificiale. Le parole devono sempre fluire da voi.
Leggete, leggete e ancora leggete! Soprattutto i classici e i grandi della poesia.
Dovremmo tornare di nuovo a sentire la musicalità della parola.

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